Storia del Dipartimento

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L'atto di nascita ufficiale della struttura originaria del Dipartimento risale all'anno accademico 1960/61, e rappresenta il primo riconoscimento dell'autonomia di una attività di ricerca pluridecennale nei campi dell'Elettronica e delle Telecomunicazioni iniziata nei primi anni del secolo scorso in collaborazione tra la Marina Militare Italiana (MMI) e l'Università di Pisa.

Fin dai primi anni del secolo scorso, infatti, in seguito alla grandiosa invenzione di Marconi, le Forze Armate avevano manifestato grande interesse alle applicazioni di telecomunicazione con l'istituzione a Livorno del Laboratorio Superiore di Radiotelegrafia che assume in seguito il nome di R.I.E.C. (R. Istituto Elettrotecnico e delle Comunicazioni). Per dare un'idea delle attività svolte presso questo Istituto basti citare la creazione di un laboratorio per la fabbricazione e la sperimentazione dei tubi elettronici, che, tra l'altro, permette di sviluppare la prima teoria analitica del funzionamento dei tubi elettronici e la formulazione della cosiddetta "equazione di Vallauri", pubblicata nel 1917. Certamente degni di nota, inoltre, gli studi sulla radiazione elettromagnetica a breve e grande distanza dalla sorgente, effettuati per la prima volta su larga scala a Coltano, presso Pisa, cui segue, con la collaborazione personale di Marconi, la realizzazione del Centro Radiotelegrafico.

Nell'anno accademico 1960/61, quindi, raccogliendo questa prestigiosa eredità di studi e di successi nel campo dell'Elettronica e delle Telecomunicazioni, presso la Facoltà di Ingegneria nasce l'Istituto di Elettronica, che si configura subito come punto di riferimento per l'omonimo corso di laurea. La direzione viene affidata al prof. Tiberio, che dal 1954 già ricopriva la cattedra di Radiotecnica, istituita con il supporto della MMI. Per ospitare il nuovo Istituto, viene sopraelevata una parte dell'ala orientale dell'edificio, sede storica della Facoltà.

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Alla fine degli anni '60, il numero di professori incaricati di materie caratterizzanti il corso di laurea in Elettronica rasentava la ventina, anche perché nel frattempo si era sviluppata una nuova disciplina: l'Informatica. Il corso di laurea ha subito un grande successo, sia per il crescente numero di immatricolati che per la qualità dei laureati.

Nell'anno 1969/70 una larga parte dei docenti dell'Istituto di Elettronica confluisce nell'Istituto di Elettrotecnica, allora diretto dal prof. Battistini, dando vita al "Dipartimento Sperimentale di Elettrotecnica ed Elettronica", distinto in due sezioni: Elettrotecnica ed Elettronica, mentre l'Istituto di Elettronica, ridimensionato nel personale e nelle discipline di competenza, assume la denominazione di Istituto di Elettronica e Radiocontrolli.

A partire dallo stesso anno, viene istituito presso la sezione Elettronica, quale organismo autonomo, il Centro di Studio per Metodi e Dispositivi di Radiotrasmissione del CNR, tuttora attivo nel Dipartimento, sia pure con una diversa denominazione.

Nel 1975, con il collocamento a risposo del Prof. Tiberio, non essendoci nell'ambito dell'Istituto di Elettronica e Radiocontrolli alcun professore ordinario che abbia titolo a sostituirlo, si presentano due alternative: sopprimere l'Istituto acefalo, trasferendone tutto il personale nel Dipartimento Sperimentale oppure riunificare l'Istituto di Elettronica e Radiocontrolli trasferendovi la sezione dipartimentale di Elettronica, nell'ambito della quale poteva essere individuato un possibile direttore. La Facoltà sceglie opportunamente questa seconda ipotesi, che, non condivisa da tutti, comporta la migrazione volontaria verso altre strutture di sette docenti dell'Istituto. Nel 1978/79 l'Istituto rifondato assume la più consona denominazione di Istituto di Elettronica e Telecomunicazioni.

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A partire dall'anno 1990/91, dopo avere adeguato il proprio Ordinamento al DPR del 20 maggio 1989, relativo alla ristrutturazione degli studi d'ingegneria, la Facoltà di Ingegneria, per prima in Italia, istituisce, accanto al corso di laurea in Ingegneria Elettronica, quelli di Ingegneria Informatica e di Ingegneria delle Telecomunicazioni che hanno come punto di riferimento l'Istituto che, nel frattempo, con effetto dal 1° marzo 1991, si è trasformato nel "Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione: Elettronica, Informatica Telecomunicazioni".

A differenza delle precedenti, quest'ultima ristrutturazione è accompagnata dalla istituzione di numerosi posti di ruolo, che fornisce un impulso significativo, sia sul piano didattico, che su quello scientifico allo sviluppo del Dipartimento. Inoltre, lo stanziamento ministeriale di fondi per l'edilizia permette, insieme al consistente contributo dell'Ateneo, la realizzazione di una nuova sede nella cosiddetta "Area Scheibler", idonea ad ospitare il personale e le attività del Dipartimento che, nel frattempo, sono cresciute in maniera significativa.

La nuova sede di via Caruso, a circa 600 m dalla sede storica della Facoltà, viene consegnata solo alle fine del 2002, a causa di ritardi nella progettazione e nell'esecuzione dei lavori. La sede di via Caruso si mostra subito insufficiente ad accogliere tutto il Personale del Dipartimento il cui numero, nel frattempo, è quasi raddoppiato rispetto a quello registrato al momento della progettazione. Per questo motivo, in attesa del completamento del piano edilizio dell'Area e della assegnazione di ulteriori spazi al Dipartimento, si trasferiscono nella nuova sede i docenti di Campi Elettromagnetici, Elettronica, Telecomunicazioni e solo una parte di quelli di Sistemi di Elaborazione. La maggior parte dei docenti di Sistemi di Elaborazione sceglie, invece, di rimanere presso la sede storica dando vita alla Sezione di Informatica del Dipartimento, mentre i docenti di Bioingegneria, in mancanza di spazi per laboratori nella nuova sede, rimangono presso il Centro Interdipartimentale "Enrico Piaggio".

La nuova sede viene inaugurata il 27 settembre del 2004 con una Madrina d'eccezione: Elettra Marconi, figlia dell'inventore della radio. Attualmente il Dipartimento occupa un'area complessiva di circa 4700 mq ripartiti tra la sede principale di via Caruso e la Sezione di Informatica presso l'edificio storico della Facoltà di Ingegneria.