Intelligenza Artificiale per la sicurezza delle batterie navali: rilevamento delle anomalie in tempo reale con risorse computazionali ridotte
Leggi tutto
La tesi analizza la resilienza e l'affidabilità delle reti anche in zone remote in ottica 6G per applicazioni real time
L'avvento del 6G ha posto nuove sfide alle tecnologie di rete, in particolare in termini di affidabilità, robustezza e pervasività. Dallo sviluppo di queste tecnologie dipendono applicazioni chiave in diversi settori, come la gestione di città sempre più connesse, ma anche applicazioni come la medicina o l'intrattenimento.
Ma come valutare la resilienza alla luce delle esigenze specifiche di ogni settore?
Di questo si è occupato Luca Borgianni, post-doc al DII, che con il suo lavoro si è aggiudicato il "Best PhD Award GTTI 2026", il premio conferito annualmente dall'associazione dei docenti italiani in Telecomunicazioni e Tecnologie dell'Informazione alla migliore tesi di dottorato del settore.
La tesi, dal titolo "Adaptive and resilient networking: from SD-WAN to hybrid terrestrial-satellite architectures i the 6G era" è stata supervisionata da Stefano Giordano e Davide Adami.
"Si prevede che entro il 2030 vi saranno circa 500 miliardi di dispositivi connessi - spiega Luca - un numero quasi 59 volte superiore alla popolazione mondiale stimata di 8,5 miliardi di persone. Questa rapida crescita pone sfide significative per le infrastrutture wireless terrestri, che potrebbero faticare a soddisfare requisiti di servizio eterogenei e a garantire una connettività continua, specialmente in aree remote come zone montuose, deserti e oceani. Tuttavia, la sfida va oltre la semplice estensione della copertura: richiede una comprensione approfondita delle esigenze specifiche di ciascun settore, in modo da adattare dinamicamente il comportamento della rete. Ciò richiede meccanismi di controllo basati sui dati e supportati dall'intelligenza artificiale, capaci di ottimizzare le risorse di rete in domini e condizioni operative eterogenei. Tra le tecnologie emergenti che incarnano questo paradigma, ho analizzato le reti SD-WAN (Software-Defined Wide Area Networks) e la rete satellitare STARLINK. In particolare, ho testato quest'ultima per applicazioni real-time come la Networked Music Performance, che consente a strumenti posizionati in luoghi diversi di suonare assieme. Questa applicazione ha requisiti molto stringenti sulla performance della rete."
"Il mio lavoro - prosegue - contribuisce a tracciare la via verso la prossima generazione di reti intelligenti, resilienti e incentrate sull'essere umano, integrando ricerca teorica, sperimentazione basata sull'intelligenza artificiale e misurazioni sul campo relative a infrastrutture satellitari emergenti."
Luca Borgianni ha conseguito la Laurea Magistrale in Telecomunicazioni e il Dottorato in Ingegneria dell'Informazione all'Università di Pisa, ed è stato prima visiting PhD student e poi Affiliated Researcher all'Università di Stanford.