Mostrati in una demo alla Scuola di Ingegneria i risultati del progetto speciale per la didattica "LIMO", che ha coinvolto studenti e studentesse delle Lauree Magistrali di Robotica e Automazione,...
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Mostrati in una demo alla Scuola di Ingegneria i risultati del progetto speciale per la didattica "LIMO", che ha coinvolto studenti e studentesse delle Lauree Magistrali di Robotica e Automazione, Ingegneria Biomedica, Telecomunicazioni e Computer Engineering
Un progetto appassionante ha coinvolto in queste settimane gli studenti e le studentesse di ben quattro Corsi di Laurea Magistrali, che si sono trovati a lavorare gomito a gomito sul robot "LIMO", con l'obiettivo di portare a termine alcuni task che prevedevano il contributo specifico di ciascuna area di studi.
Il progetto, finanziato dall'Università di Pisa nell'ambito dei "progetti speciali per la didattica" è stato coordinato da Lucia Pallottino, docente di robotica e automazione, e ha coinvolto docenti di diversi corsi di studio: Paolo Salaris per robotica e automazione, Alberto Greco per Ingegneria Biomedica, Tiberio Uricchio e Maurizio Palmieri per coputer engineering e Andrea Motroni per ingegneria delle telecomunicazioni.
"Gli studenti e le studentesse - dice Lucia Pallottino, docente di robotica - hanno lavorato in gruppi per muovere un robottino su ruote in un'area specifica, che deve riconoscere delle immagini, resistere ad attacchi hacker, localizzarsi all'interno di un ambiente e valutare i livello di stress delle persone a cui si avvicina. Hanno potuto lavorare su un robot reale, sporcandosi le mani e integrando le proprie competenze con quelle di studenti di altre aree dell'ingegneria. Per loro questi progetti didattici trasversali sono quindi un'occasione molto importante per uscire dall'aula e iniziare un vero e proprio lavoro laboratoriale".
Nello demo mostrata a ingegneria il 23 luglio
Durante la demo i gruppi di studenti hanno spiegato su cosa hanno lavorato e descritto il contributo della propria area
gruppo robotica e automazione: "in uno spazio delimitato da quattro ripetitori ultra wide band (UWB) abbiamo posizionato quattro tag RFID, tre associate all'immagine di un gatto e una no. Il robot doveva essere in grado di muoversi da un punto A raggiungere tutti i tag RFID trovando la traiettoria ottimale e nel contempo evitando gli ostacoli. Una volta raggiunti i tag il robot deve fotografare l'immagine associata e riconoscere se si tratta di un gatto o meno. Infine integrandoci con la parte di biomedica, dovevamo fare in modo che il robot in presenza di uno stato di stress di una persona vicina si fermasse e arretrasse".
ingegneria biomedica: "noi biomedici ci siamo occupati di valutare lo stato emotivo di un soggetto che si viene a trovare nelle vicinanze del robot. Per farlo abbiamo utilizzato misurazioni del battito cardiaco e dell'impedenza della pelle. In presenza di uno stati di stress rilevato il robot arretra
ingegneria delle telecomunicazioni: "ci siamo occupati principalmente di due problematiche: assieme agli studenti di robotica e automazione abbiamo posizionato le antenne del sistema UWB per una stima dell'errore ottima, mentre assieme agli studenti di computer engineering abbiamo lavorato per aiutare il riconoscimento delle immagini mediante posizionamento di tag RFID"
computer engineering: "abbiamo simulato un attacco hacker ai ripetitori UWB e quindi un attacco ai sensori di posizionamento che impedisca al robot di raggiungere il tag corretto con una posizione ottimale. Inoltre, abbiamo simulato un attacco agli attuatori che rallentasse la velocità di movimento del robot. Inoltre, abbiamo sviluppato la parte di computer vision per fare in modo che il robot fosse in gradi di rilevare le immagini di un gatto.



