Il Tirreno Toscana. Dal trova bici rubate, al lettore di sostanze chimiche direttamente dalle foto: le novità presentate a Toscana Tech

19 November 2018
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Sviluppo dell'economia toscana, 301 milioni di euro di fondi: il dato è emerso durante la seconda edizione di Toscana Tech. Durante l'iniziativa si è parlato anche di profili professionali e competenze

FIRENZE. Ammontano a circa 301 milioni i fondi messi a disposizione dalla Regione per sostenere lo sviluppo dell'economia toscana. È la somma che scaturisce da tutti i bandi dei fondi europei Por Fesr 2014-2020, attivati fino a questo momento in favore di imprese e liberi professionisti. Vari gli strumenti per accedere ai fondi, come stato spiegato nel corso della seconda edizione di Toscana Tech, al via a Firenze, al Palazzo dei Congressi: dal prestito a tasso zero per investimenti produttivi da restituire in sette anni, al microcredito per la creazione di imprese e start up innovative, fino al contributo in conto capitale per ricerca e sviluppo, alla microinnovazione e internazionalizzazione.

INVESTIMENTI IN RICERCA E SVILUPPO

Tra i bandi più utilizzati quello per investimenti in ricerca e sviluppo: sono state finanziate 1.308 imprese (assegnati 202 milioni di fondi) e quello per la creazione di impresa con misure di microcredito, con 41,4 milioni: finanziate 879 imprese. L'obiettivo, ha spiegato l'assessore regionale alle attività produttive Stefano Ciuoffo, "è sostenere un tessuto produttivo, composto per la maggior parte di piccole e piccolissime imprese. Ad oggi, dei 4135 beneficiari della programmazione 2014-2020 solo 81 sono grandi imprese, mentre delle restanti, tutte Pmi, 1858 sono micro imprese, 1283 piccole e 545 di medie dimensioni".

Tra le priorità della regione anche il sostegno all'internazionalizzazione delle Pmi: 566 i progetti approvati e 724 le imprese finanziate, per un totale di 26,6 milioni concessi: a questi si aggiungono anche 5,5 milioni attualmente in istruttoria.

AZIENDE TECNOLOGICHE

Progetti in mostra al Palazzo dei Congressi Villa Vittoria a Firenze. Sono trentotto, di altrettante imprese, tutti finanziati attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale e tutti protagonisti della due giorni di Toscana Tech, esempi di innovazione che in qualche caso sono nella fase ancora di prototipo e in altri invece già in produzione.

Cinque erano già stati presentati nella conferenza stampa dell'evento, dedicato all'industria 4.0 ed organizzato dalla Regione: sensori che ti aiutano ad evitare il furto e poi a ritrovare la bicicletta rubata, altri sensori per ridurre gli incidenti nella movimentazione merci nei porti e nei magazzini, un dispositivo per controllare da remoto lo stato di salute di bambini operati per cardiopatie una volta a casa, internet delle cose per ottimizzare la manutenzione di macchinari e un sistema per riciclare quasi interamente il vetroresina.

Questi ed altri trentatré si sono raccontati nel piano interrato di villa Vittoria, dove l'esposizione proseguirà anche il 20 novembre.

C'è il primo (e finora unico, a pari caratteristiche) trattore elettrico in grado di adattarsi a più lavori grazie ad un set di accessori dedicati. Silenzioso e rispettoso dell'ambiente, è in grado di muoversi anche all'alba nei parchi cittadini senza paura di svegliare i residenti. Non inquina e le batterie ricaricabili di cui è dotato lo rendono autonomo per almeno quattro ore. Il progetto arriva da lontano. All'azienda Dal Morino di Caprese Michelangelo ci hanno iniziato a lavorare nel 2010. Nel 2018 si è affiancata l'università di Firenze. Rino è già in produzione da un anno e sono stati venduti i primi trentacinque esemplari.

All'agricoltura guardano anche alla Pure Power Controll di Navacchio, dove stanno testando sensori ad ultrasuoni da montare sui trattori per ‘fotografare' come un sonar il volume di una vigna ad esempio e decidere, pianta per pianta, filare per filare, il giusto trattamento di concimi od acqua per un'agricoltura di precisione. Il finanziamento europeo ha permesso di pagare per metà un'assegnista di ricerca. Dai campi alla cellulosa per produrre carta. L'Advanced Microwave Engineering di Firenze ha già messo in funzione sensori, collegati ad un hub, in grado di misurare elettronicamente l'umidità dei fogli e farlo a distanza, monitorando ad esempio da Firenze i macchinari in funzione in Svezia o in Francia. In tempo reale. Questo permette naturalmente anche di risparmiare sui consumi.

I progetti in mostra sono stati raggruppati in cinque aree tematiche: il movimento e la salute, tempi moderni, ambiente e sicurezza. Ci sono applicazioni estremamente specializzate ma anche prodotti semplicemente pensati per facilitare la vita delle persone, quotidianamente.C'è il progetto sviluppato dalla Leonardo (aziendaad alta tecnologia dell'industria dell'aerospazio) che prevede lo sviluppo di spettrometri di nuova generazione per satelliti di piccole dimensioni ma con prestazioni di alto livello, che in pratica potranno riprendere vaste aree di territorio e contemporaneamente analizzarne il terreno per monitorarlo. Un modo per riconoscere macchie di sostanze inquinanti in mare, verificare lo stato di salute delle foreste o le condizioni di siccità in campi coltivati.

La ResilTech presenta Sister, un nuovo sistema destinato alla sicurezza dei sistemi tramviari tradizionali. I-READ 4.0 è un sistema integrato per la gestione efficiente di magazzini estesi, più grandi di 10 mila metri quadri, e ad alto indice di rotazione, sviluppato in ottica industriale 4.0, in collaborazione con vari partner e il dipartimento di Ingegneria civile e industriale dell'Università di Pisa. Grazie a sensori posti sui mezzi in movimentazione e una unità centrale in grado di elaborare i dati e trasmetterli al sistema di controllo, si possono gestire le merci in tempo reale.Si tratta, particolare non indifferente, di una soluzione anche a basso costo e flessibile.A un evento dedicato all'innovazione potevano mancare i droni? Ovviamente no. Sensornauta è un drone speciale, con un grado di automazione superiore ai sistemi in commercio. Grazie ad un radar può muoversi da solo ed evitare il rischio di possibili collisioni: utile per l'agricoltura di precisione, il monitoraggio ambientale, il rilievo di terreni, edifici e opere civili, ma anche per la sorveglianza o in operazioni di polizia, soccorso, antincendio e protezione civile.

Dai droni alle api nell'era digitale. Un progetto portato avanti dall'associazione dei produttori apistici toscani, l'Università di Firenze e la Fondazione per il clima e la sostenibilità ambientale va in soccorso di chi fa apicoltura nomade, ovvero chi ha la sede in una zona e gli alveari in un'altra. Sensori raccolgono dati umidità, la temperatura, il peso dell'alveare ed altri parametri e permettono il controllo a distanza. Una sessantina sono già in rete in questa fase sperimentale. E poi, infine, ancora le biciclette e le moto. La Carbon Dream di Tavarnelle, in provincia di Firenze, presenta un casco con tessitura di nanotubi al carbonio. L'azienda già produceva caschi per la formula uno. Questi, leggerissimo ma estremamente resistenti, sono rivolti a chi usa la moto per turismo e svago. A Toscana Tech hanno portato anche una bicicletta realizzata con materiali innovativi, a base di lino, cotone e carbonio. A vedersi sempre un telaio di tessuto di jeans, ma è quattro volte più resistente dell'acciaio. L'e-bike si rivolge ad un mercato di fascia alta.

INDUSTRIA 4.0

Il futuro dell'industria 4.0 richiederà sempre più figure professionali di alta formazione e la Toscana si sta preparando. E' invece emerso durante il workshop "Come favorire la collaborazione Università-Imprese nell'alta formazione" che si è svolto stamani, prima giornata di Toscana Tech, al quale ha partecipato anche la vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni insieme a docenti e rappresentanti di imprese portatori tutti di buone pratiche e esempi utili.

Scopo dell'iniziativa, dimostrare che nella transizione verso il "paradigma tecnologico 4.0" che incide sugli assetti produttivi e organizzativi delle imprese toscane, ma anche sui profili professionali e sulle competenze, sarà decisivo il contributo che lo stesso sistema imprenditoriale sarà in grado di offrire al sistema dell'alta formazione, così da favorire una migliore "curvatura" di tali percorsi verso le proprie esigenze."Siamo attivi e stiamo facendo importanti passi avanti - ha detto Barni - Durante l'incontro di stamani abbiamo analizzato il rapporto tra Università, quindi alta formazione, e impresa, utile a preparare i giovani e introdurli nel mondo dell'innovazione e dell'industria 4.0. Sono emersi dottorati, percorsi di laurea, master, che esistono in Toscana e che fanno capire che qualcosa si sta muovendo all'interno dell'offerta formativa universitaria per formare giovani preparati a portare innovazione nell'impresa. La Regione Toscana è molto impegnata sul tema facilitando e sostenendo percorsi di questo tipo".

IN QUALE QUADRO SI STA OPERANDO?

Per il 4.0 le aziende sono state superate dal mercato consumer da un lato e, dall'altro, le università ancora offrono molti corsi di programmazione, monitoraggio, analisi dati, ma pochi focalizzati sul 4.0. Lo ha spiegato Gianni Campatelli, docente di ingegneria meccanica all'Università di Firenze, presentando una ricerca svolta appositamente per comprendere i bisogni oggi delle università, dei centri di ricerca e quelli delle imprese.

Tuttavia nel quadro delle competenze 4.0 attualmente erogate dal sistema universitario della Toscana non mancano esempi positivi. Come il dottorato Pegaso Smart industry, promosso dalle Università di Firenze, Pisa e Siena con il sostegno della Regione Toscana (che ne sostiene molti e circa 90 borse di studio legate all'innovazione); oppure il master in Digitalization manager, dell'Università di Firenze, Pisa, Siena e Scuola Sant'Anna com l'obiettivo proprio di integrare competenze che servono alle imprese.

"Trovo un grande risultato - ha commentato Barni riferendosi al Master in digitalization manager - la collaborazione che siamo riusciti a far nascere fra tre Università e 7 dipartimenti, segno che è fondamentale e lo sarà sempre di più il lavoro di team. Si fanno reali passi avanti quando tutti insieme lavoriamo per gli stessi obiettivi".

I PERCORSI DI STUDIO

Altri buoni esempi emersi durante il workshop, il corso di laurea professionalizzante in agribusiness dell'Università di Siena o quello in tecnologie e trasformazioni avanzate per il settore legno, arredo , edilizia dell'Università di Firenze, nati per colmare una lacuna che l'Italia, a differenza di altri paesi europei e non solo, ha nel settore della tecnica. Ma utili a creare figure in grado di aiutare le aziende nella transizione verso l'industria 4.0 che cerca tecnici.

E ancora, il master su "Big Data Analytics & Social Mining", promosso dall'Istituto di scienza e tecnologie dell'informazione "Alessandro Faedo, l'istituto di informatica e telematica del Cnr, l'Università di Pisa, la Scuola Normale, alla scuola LAti Studi IMT di Lucca, anch'esso con assegni di studio cofinanziati dalla Regione Toscana, capace di creare interlocuzioni con ogni tipo di azienda, e occupare laureati di ogni disciplina, dall'ingegneria alla filosofia dall'antropologia alle scienze farmaceutiche.

INTEGRAZIONE SCUOLA LAVORO

Illuminanti gli esempi di integrazione scuola lavoro portati avanti da aziende leader in Toscana anche per quanto riguarda il 4.0 come TBD – BHGE Nuovo Pignone, come GKN Driveline produttore di semiassi per Fca e per molte case automobilistiche mondiali o come T&D Robotic, che realizza sistemi robotici impiegati nel settore lapideo o più in generale nel settore industriale.

"In una regione come la Toscana in cui esistono università di eccellenza - ha detto Emanuela Bologna manager della GKN Driveline - ci è venuto naturale cercare qua una partnership. Due gli obiettivi: portare in azienda nuove figure professionali e trasformare le skills di chi in

azienda lavora già da tempo. Il percorso di formazione avviato, con il sostegno della Regione Toscana, è stato su due fronti dunque. Il risultato finale è stato molto buono ma si è raggiunto grazie al fatto che Regione, Università, imprese hanno lavorato insieme usando lo stesso linguaggio".