Manolo Garabini è ricercatore del mese UNIPI

30 Maggio 2021
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Manolo Garabini, ricercatore presso il Centro di Ricerca "E. Piaggio" e il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa, è il coordinatore del progetto europeo Horizon 2020 NI “Natural Intelligence for Robotic Monitoring of Habitats”, il cui finanziamento totale ammonta a 3.053.428 euro di cui 992.500 euro destinati al nostro Ateneo.

NI è iniziato il 1° gennaio 2021 e terminerà il 31 marzo 2024, coinvolge otto partner e quattro terze parti di cinque stati, che spaziano dalla ricerca tecnologica, all’industria negli ambiti di roboticaintelligenza artificiale e botanica. Durante lo sviluppo del progetto verrà realizzato il primo esempio al mondo di monitoraggio ambientale con tecnologia robotica. NI è il primo progetto di ricerca in robotica volto a realizzare robot in grado di muoversi in ambienti naturali, effettuare le misure necessarie per il monitoraggio e riconoscere gli indicatori del buono o cattivo stato di salute di un habitat. 

 

Da diversi anni assistiamo a un cambiamento climatico che, se incontrollato, porterà a conseguenze catastrofiche per la vita sul pianeta Terra così come oggi la conosciamo. Per contrastare questo fenomeno l’Unione Europea sta mettendo in campo il Green Deal, l’insieme di iniziative politiche proposte dalla Commissione Europea con l'obiettivo generale di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050. Tra queste, estremamente importante è il monitoraggio dello stato di salute dell'ambiente nella Rete Natura 2000, la rete di siti di interesse comunitario e di zone di protezione speciale creata dall'Unione Europea per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie, animali e vegetali prioritarie, che si estenderà per il 30% della superficie europea entro il 2030. Tale monitoraggio permetterà di valutare l'impatto delle attività sul cambiamento climatico e prendere in tempo le decisioni necessarie. Ad oggi il monitoraggio ambientale è possibile solamente grazie ad operatori altamente qualificati che sono tuttavia in numero troppo esiguo per poter raccogliere e processare l'enorme quantità di dati necessaria. I robot sviluppati in NI si basano su sistemi artificiali a quattro arti con piedi artificiali in grado di permettere la locomozione in scenari con terreno irregolare, pendenze elevate e scarsa aderenza, come praterie, dune, foreste e ambienti alpini. Tale tecnologia sfrutta risultati di ricerca ottenuti negli ultimi dieci anni in attività finanziate da progetti di ricerca europei come ad esempio il progetto Horizon 2020 THING “Subterranean Haptic Investigator” volto alla creazione di un robot per l’esplorazione di miniere in cui Manolo Garabini è stato responsabili scientifico per l'Università di Pisa.

 

Alla domanda "Un consiglio ad un giovane ricercatore?" Garabini risponde "Alzi la testa e guardi ai problemi che impattano la vita di tutti. Oggi le sfide per la nostra civiltà, oltre al cambiamento climatico, sono: l'utilizzo efficiente ed equo delle risorse, l'invecchiamento della popolazione, le cure per le malattie cardiovascolari e il cancro. Dalle risposte a queste sfide, a cui tutti i campi della ricerca concorrono, dipende la qualità di vita se non la sopravvivenza delle attuali e prossime generazioni."

 

Link:

Sito web del progetto NI

 

Approfondimenti:

Sistemi robotici per il monitoraggio di habitat naturali, al via il progetto Natural Intelligence